Contattaci: 0308920209 0308921759

Via San Filippo Neri, 164 – 25066 Lumezzane (BS) Visualizza dove siamo

Una giornata sugli sci

Una giornata sugli sci

 

Come affrontare senza rischi la giornata sugli sci.

La frequentazione della montagna durante la stagione invernale e la pratica di sport sulla neve hanno dimostrato negli ultimi 100 anni un continuo sviluppo.
Dati recenti evidenziano come gli sport invernali siano praticati da circa 200 milioni di persone in 40 differenti Paesi nel mondo.
D’altronde, se ci riferiamo allo sci alpino, sport invernale più diffuso, il nostro Paese offre davvero un grande ventaglio di possibilità, con 3.683 piste da discesa, per un totale di 6.701 km di piste.

Più sicurezza sugli sci

Fortunatamente, in modo parallelo a tale incremento, si è registrata una diminuzione della frequenza di infortuni; infatti, nonostante l’alta velocità e la propensione a salti e gesti acrobatici caratteristiche di questi sport, negli ultimi decenni la frequenza di eventi traumatici sulle piste è passata da 8 su 1000 praticanti giornalieri negli anni ’80 a 2 su 1000 degli ultimi anni. Tale decremento è stato registrato nonostante i traumi da scontro siano aumentati a seguito del sempre maggiore affollamento delle piste, anche grazie al miglioramento della tecnologia del trasporto su fune.
Certamente l’avanzamento nelle tecnologie dei materiali quali attacchi più sicuri, scarponi più alti, sci più stabili e il miglioramento delle condizioni di preparazione delle piste associato all’uso di protezioni personali quali casco, gomitiere e polsiere hanno influito in modo cospicuo alla sicurezza della pratica negli sport invernali sia in ambito amatoriale che agonistico.
Una bella giornata dipende da noi
Al contrario di ciò che si crede, meno del 5% degli incidenti accade in condizioni di scarsa visibilità e solo una piccola parte (7,9%) degli infortuni avviene su piste difficili: per la maggior parte si tratta di piste di difficoltà media (54,5%) o facili. Inoltre la gran parte degli incidenti si verifica per perdita di controllo e caduta individuale (77,1%), mentre solo il 10% è causato dallo scontro con un altro sciatore. Da questi dati si evince che “farsi male” o godersi una buona giornata di sport nella maggior
parte dei casi dipende da noi, dall’attenzione e dalla preparazione atletica con cui pratichiamo l’attività sportiva.

L’allenamento è importante

Nell’affrontare le montagne è, infatti, fondamentale innanzitutto avere una corretta preparazione fisica
ottenuta durante i mesi autunnali tramite la frequentazione di Corsi presciistici o l’esecuzione
“autogestita” quantomeno di esercizi di rinforzo della muscolatura anteriore e posteriore della coscia e della fitness cardiorespiratoria.

Il riscaldamento

Una volta sulla cima della montagna, quando stiamo per lanciarci nella prima discesa, sarebbe opportuno, inoltre, chiedersi, se abbiamo svolto un corretto riscaldamento.
Anche in questo caso, infatti, al contrario di ciò che si possa pensare, la maggior parte degli infortuni non avviene nelle ore tarde del pomeriggio quando si è stanchi, bensì tra le 11,00 e le 13,00 ossia nelle prime ore di attività.
Tale dato, rilevato dal SIMON (Sistema di Sorveglianza degli Incidenti in Montagna), ci indica quanto sia importante svolgere un corretto “wam up” della muscolatura, così come viene effettuato anche dagli atleti prima di affrontare una competizione. Tali esercizi devono essere mirati ad una riattivazione dei distretti muscolari più coinvolti nell’attività sciistica o snowbordistica, come gli arti inferiori e superiori e la muscolatura del tronco, andando a sollecitare le qualità di forza, propriocezione e elasticità.

La corretta alimentazione

Certamente l’orario di massima frequenza di infortuni è anche prossimo al pasto e questa analisi ci permette di sottolineare quanto sia importante, a maggior ragione nello sport, l’alimentazione corretta.
Prima di iniziare una giornata sui campi di sci, è quindi, fondamentale un buon apporto di energia, cioè calorie, sottoforma di carboidrati come, ad esempio, pane, fette biscottate o biscotti con marmellata o miele (evitare di spalmare burro, già abbondantemente impiegato nella cucina di montagna), un succo di frutta ed, eventualmente, qualche cereale da versare nel latte. Un’adeguata e costante concentrazione di glucosio nel sangue permette al muscolo di esprimere la propria forza e di mantenere la coordinazione neuromuscolare rispetto alle richieste della performance sportiva.
Poiché la quantità di zuccheri immagazzinata nel corpo umano è in grado di garantire lo svolgere di un’attività fisica di elevata intensità solo per 60-90 minuti, al fine di prevenire un’ipoglicemia indotta dall’esercizio, non dimentichiamoci dell’importanza del pranzo sulle piste, che deve avere le caratteristiche di alta digeribilità, basso contenuto in lipidi, alto contenuto in carboidrati e basso-medio indice glicemico. In particolare il pasto ideale per uno sciatore dovrebbe avere una composizione in macronutrienti in una percentuale pari a 60% carboidrati, 25% grassi (possibilmente non saturi), 15% proteine.
Altri due aspetti nutrizionali da non dimenticare sono l’assunzione di carboidrati (ad esempio una fetta di torta) al termine della giornata sportiva al fine di reintegrare in modo ottimale la “benzina” utilizzata e l’assunzione costante di liquidi (acqua, non alcool!) durante la performance. L’integrazione di acqua e sali minerali sembra essere il più importante supporto nutrizionale studiato e raccomandato da ogni esperto di Medicina dello Sport al fine di mantenere costante la funzione muscolare, cardiovascolare e termoregolatoria. Al contrario è ampiamente dimostrato come l’assunzione di alcool non solo diminuisca i riflessi, il coordinamento motorio e la visione laterale, ma anche, aumentando la superficie circolatoria tramite la vasodilatazione, aumenti la dispersione termica.
Con un sorso di alcool scaldiamo lo stomaco, ma raffreddiamo tutto il resto!

La protezione degli occhi e della pelle

Infine non dimentichiamoci dell’effetto che i raggi solari possono avere sui nostri occhi e sulla nostra pelle. L’uso di creme e occhiali, che proteggano dai raggi UV e riducano l’esposizione al vento ed alle basse temperature, ci terrà alla larga da rughe, macchie cutanee (anche tumori), fotocheratiti e cheratocongiuntiviti.
Riuscire a mettere in pratica questi piccoli consigli faciliterà certamente la riuscita della nostra giornata sulla neve come un’esperienza felice, coinvolgente e … salutare!

Chi é

Alessandro Corsini si laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Brescia, specializzandosi nello stesso Ateneo in Medicina dello Sport con il massimo dei voti e lode. Svolge attività ospedaliera presso l’Istituto Clinico San Rocco di Ome (BS), Ortopedia III, occupandosi della patologia dell’atleta e dello sportivo. Nello stesso Istituto è titolare dell’ambulatorio di Ortopedia dello Sport.
Ha assunto il ruolo di Medico Sociale della società Feralpi Salò Srl (Legapro1-FIGC) e della società Leonessa Pallamano (A2-FIGH) ed è medico referente di altre società non professionistiche. Il dottor Corsini collabora con la Federazione Italiana Sport Invernali (FISI) per le squadre nazionali di Sci Alpino. E’ responsabile del servizio di Medicina dello Sport e Riabilitazione Sportiva al centro MedicalSpa-Millenium di Brescia e Ispettore Antidoping WADA. Inoltre è Socio della Federazione Medico Sportiva Italiana ed è iscritto al Settore Tecnico di Coverciano (FI).


0308920209 0308921759